In questo periodo storico, poter vendere i propri prodotti online non è più un semplice plus da accostare ad una principale strategia di vendita offline, ma è diventato una vera e propria necessità. Gran parte delle attività B2C possiede ad oggi un e-commerce: basti pensare che in 9 anni, dal 2009 al 2018, sono più che triplicate le imprese che vendono online, superando le 20.000 unità. Il ruolo dell’e-commerce si è poi consolidato sostanzialmente con la pandemia, andando a confermare la sua sempre maggiore rilevanza. 

Gli acquisti online sono entrati così a far parte della nostra quotidianità e, nell’ultimo periodo, si sono intersecati con un’altra realtà digitale con cui (quasi) tutti ci relazioniamo regolarmente: i social media. Piattaforme come Facebook, Instagram e Whatsapp sono infatti parte integrante delle nostre giornate e vengono utilizzate per svariati motivi: intrattenimento, aggiornamento su fatti di attualità, interazione con altri utenti, condivisione di pareri ed opinioni e, di recente, anche per effettuare acquisti.

Nasce così il fenomeno del social commerce: si tratta della possibilità di acquistare prodotti tramite i social network, che fungono da vetrina e da tramite tra il consumatore e l’e-commerce del brand. Prima di vedere nello specifico alcuni esempi, è importante fare una distinzione tra social commerce e social shopping: il secondo, infatti, è definito come un’evoluzione del modello e-commerce che mette il focus sulla socialità e le interazioni digitali tra utenti e consumatori, che interagiscono durante il processo di acquisto tramite la creazione di community, lo scambio di recensioni e opinioni e la condivisione della propria esperienza. 

Certo, la differenza tra social commerce e social shopping è molto sottile: anche nel social commerce, infatti, la sfera della condivisione e dell’interazione gioca un ruolo importante, in quanto questi sono i pilastri fondamentali dei social media. La possibilità di condividere prodotti con altri utenti, di poter commentare o esprimere il proprio parere tramite un like e di visionare i prodotti attraverso contenuti testuali e visivi che si differenziano dalle classiche vetrine e-commerce per la loro creatività è sicuramente quel vantaggio in più che rende il social commerce una strada da intraprendere il prima possibile per aggiungere un canale nuovo ed innovativo alla propria strategia di vendita.

Ma quali sono i principali social network che operano nel settore social commerce? Vediamoli subito.

Le piattaforme del social commerce

Non si può parlare di social commerce senza citare Facebook, la cui recente funzione Facebook Shops permette ad ogni tipo di imprenditore o azienda di creare una vetrina personalizzabile sulla propria pagina business, in cui inserire i prodotti acquistabili online. Gli utenti potranno salvare e condividere i prodotti a cui sono interessati, per poi procedere con l’acquisto; in questo caso, solo negli Stati Uniti è possibile concludere l’operazione all’interno dell’app di Facebook, mentre nel resto del mondo l’ordine viene concluso sul sito dell’azienda. Si tratta, insomma, di una vera e propria trasformazione della piattaforma verso la realtà dei marketplace, tanto da far guadagnare il nome di f-commerce a questo fenomeno.

Dal momento che il gruppo Facebook include anche Instagram e WhatsApp, la funzionalità di social commerce si estende queste altre due piattaforme. Il layout di Instagram, ad esempio, è stato recentemente rivoluzionato per dare ancora più spazio ai negozi virtuali: i bottoni “classici” che permettono di postare una nuova foto, consultare le notifiche ed accedere ai messaggi sono stati infatti spostati in alto a destra, mentre la barra in basso include da poco la sezione Shop. Qui sono raccolte diverse funzioni: ogni utente, infatti, può visualizzare i prodotti venduti dalle aziende seguite e alcuni suggerimenti, oltre a poter consultare la propria Wishlist con i prodotti salvati. Anche qui, naturalmente, è possibile condividere i prodotti e i post in cui questi sono taggati.

Dal 2018, il fenomeno social commerce è sbarcato anche su WhatsApp Business, l’applicazione per imprese che permette alle aziende di relazionarsi velocemente e direttamente con i clienti. Le funzioni di base di questa piattaforma permettono di creare una vera e propria vetrina digitale, con tanto di catalogo e link condivisibili che portano ai prodotti; ci sono però molte novità in cantiere. È infatti già stato fatto un test in Brasile e in India per WhatsApp Pay, una funzione aggiuntiva che permetterà di pagare, mandare denaro e condividere le spese attraverso il proprio conto bancario collegato all’applicazione, senza dover mai uscire dalla piattaforma. Sarà poi possibile completare ordini nello stesso modo grazie alle nuove funzioni per il commercio, che sono state presentate con un video sul canale YouTube ufficiale.

Non è solo il gruppo di Zuckerberg a dominare il settore del social commerce: anche Pinterest, infatti, si avvale di nuove funzionalità in questo campo. A maggio 2020 il social dedicato alla creazione di raccolte di foto e immagini (le cosiddette “bacheche”) ha infatti annunciato l’integrazione con Shopify, dando quindi la possibilità alle aziende presenti sull’applicazione di creare contenuti (“Pin”) acquistabili, cataloghi prodotti e tag. Il risultato? Un incremento del 44% degli utenti che hanno interagito con i Pin dotati del bottone “Acquista”.

Va da sé, quindi, che il fenomeno del social commerce è un trend che fa senz’altro parte del futuro dell’e-commerce – e che gli insight e le informazioni che si possono trarre grazie alle interazioni degli utenti possono essere rilevanti e fornire un vantaggio competitivo. Basta dunque affidarsi a professionisti del settore come LGC Web Agency per sfruttare al massimo le potenzialità di queste nuove funzionalità, creando una strategia di vendita multichannel efficace e coinvolgente.