Chi frequenta il mondo digital avrà sicuramente sentito parlare di Clubhouse, il nuovo social che sta spopolando in America già dall’anno scorso e che nell’ultimo periodo ha raggiunto anche l’Italia. 

Diversi fattori sono complici di questo improvviso (ma prevedibile) successo: l’aura di esclusività che circonda il social, in quanto per adesso è possibile accedervi solo via invito e attraverso device iOS; la possibilità di conoscere e interagire con nuove persone (incluse le celebrità), che rappresenta una caratteristica decisamente adatta a questo momento storico in cui la socialità “fisica” è ridotta al minimo; e, infine, la sua feature principale, ovvero la possibilità di creare “stanze” in cui dialogare con gli altri utenti solo ed esclusivamente attraverso la voce.

Questa commistione di elementi rende Clubhouse decisamente interessante, ma non è subito semplice capire il funzionamento e le dinamiche che caratterizzano questa nuova piattaforma. Per questo, abbiamo chiesto qualche chiarimento e dritta ad un’esperta: Anum Sajjad, digital marketer e content creator, che si è approcciata fin da subito a Clubhouse.

Ciao Anum! Grazie per dedicarci il tuo tempo. Che cosa ti ha incuriosito di Clubhouse tanto da spingerti ad iscriverti non appena se ne è iniziato a parlare?

Inizialmente non avevo mai sentito parlare di Clubhouse, ma quando ho avuto l’opportunità di avere un invito e iscrivermi ho fatto una ricerca e mi ha subito incuriosito, perché mi interessa sempre trovare e testare nuovi social network. Soprattutto, mi ispirava il fatto che fosse basato sulla voce e sulle note vocali, il che lo rende diverso da tutti gli altri social a cui siamo abituati e che sono principalmente basati su contenuti visual. Mi sono quindi decisa a provarlo e mi ha subito entusiasmata.

Clubhouse funziona a “stanze”, ma ci sono anche i club: qual è la differenza?

Le stanze compaiono nella tua home a seconda delle persone che segui, degli interessi che hai selezionato e anche dei club a cui ti sei iscritto; queste stanze, una volta chiuse, vengono cancellate e di ciò che è stato condiviso non rimane più nulla. Al contrario, il club è un po’ come una “casa” che comprende più stanze: è infatti possibile creare club su un argomento specifico e alle persone iscritte arriverà una notifica quando sarà aperta una stanza. Tuttavia, al momento non è così facile creare un club: è infatti necessario dimostrare di essere utenti costanti e che l’argomento trattato sia di interesse. Bisogna quindi aver creato almeno 3 stanze e compilare un form di richiesta prima di ricevere, dopo tre settimane, la conferma della creazione del club. Al momento, inoltre, non è possibile creare più di una stanza nello stesso momento all’interno di un club – ma, chissà, potrebbe essere un nuovo sviluppo futuro!

Sappiamo che all’interno delle stanze possono entrare anche centinaia di persone: quali strumenti sono disponibili per gestire la conversazione in questi casi?

Sì, dentro le stanze possono partecipare anche centinaia di persone; esiste però una differenza tra il panel degli speaker e il panel degli ascoltatori. Chi crea la stanza è moderatore e può assegnare questo ruolo anche ad altri speaker, avendo così la possibilità di gestire la stanza e le interazioni. Nelle stanze con un alto numero di partecipanti, infatti, gli ascoltatori che desiderano intervenire possono prendere la parola cliccando sull’icona a forma di manina che si trova in basso a destra – come se stessero “alzando la mano”. In questo modo, ai moderatori arriverà una notifica e saranno questi ultimi a decidere se far “salire sul palco” l’utente.

Per quanto riguarda gli speaker in sé e la gestione delle stanze, soprattutto per quelle di dimensioni ridotte in cui non è prevista la necessità di “alzare la mano”, entra in gioco anche l’educazione: inizialmente non è facilissimo, ma poi ci si abitua a capire quando intervenire per lasciare che ognuno finisca il proprio discorso.

Clubhouse segue regole abbastanza ferree per quanto riguarda la condotta sulla piattaforma: cosa è vietato fare e quali sono le conseguenze?

Sicuramente Clubhouse, i cui utenti stanno diventando sempre più numerosi, dovrà capire come considerare e gestire meglio la questione della privacy. Tuttavia, in quest’ottica, è assolutamente vietato registrare le conversazioni che avvengono all’interno della piattaforma: se si proverà a registrare lo schermo del proprio device si riceverà infatti una notifica in cui viene chiesto desistere, pena il rischio di venire bannati. Visto che al momento Clubhouse è aperto solo alle persone che sono state invitate, se un utente viene bannato verranno automaticamente espulse dall’applicazione anche tutte le persone collegate ad esso attraverso la catena di inviti – questo proprio per garantire il rispetto delle regole ed evitare condotte irrispettose. Se invece si desidera registrare la conversazione utilizzando strumenti diversi dallo smartphone, è importante che tutti i partecipanti alla stanza ne siano a conoscenza: un modo per avvisarli è scrivere nel titolo della stanza che i dialoghi saranno registrati.

Qual è stata la tua esperienza per quanto riguarda l’interazione all’interno delle stanze?

Ho trovato l’esperienza di interazione e anche di creazione delle stanze molto bella e interessante perché, come dicevo prima, a differenza degli altri social qui lo strumento per connettersi con le persone è la voce, che trovo un mezzo potentissimo: attraverso la voce, infatti, ci si può connettere ancora di più rispetto ad altri tipi di contenuti. Ritengo quindi che su Clubhouse, oltre al potersi educare su svariati argomenti, sia anche possibile conoscere molte persone al di là del proprio profilo lavorativo. È come scendere in piazza il venerdì sera e scambiarsi idee e opinioni su qualsiasi tema.

Secondo te, qual è il futuro di questa applicazione? Rappresenta una nuova opportunità per il digital marketing?

Del futuro di Clubhouse se ne discute tanto e al momento è difficile stabilire quali strade potrà prendere; io, però, sono fiduciosa e penso sia uno strumento con molto potenziale. Come per ogni social network, col tempo cambierà e si svilupperà e sono molto curiosa di vedere come verrà adattato alle varie esigenze degli utenti. Sicuramente rappresenta un’opportunità anche per il digital marketing: come già si ipotizza, probabilmente ci sarà modo di monetizzare contenuti in futuro, magari con la creazione di stanze e club riservati a cui poter accedere pagando un ticket o una fee. Vedremo, sono molto curiosa!

Ringraziamo Anum per le spiegazioni e gli spunti interessanti su questa nuova applicazione del mondo social. Vi ricordiamo che potete visitare il suo sito www.anumsajjad.com e seguirla sui social ai seguenti link:

E voi, siete già iscritti a Clubhouse?