Il mondo post pandemia è sicuramente un mondo più digitalizzato: dal lavoro alla scuola, includendo anche passatempi e vita sociale, la maggior parte delle nostre attività quotidiane si è trasferita in toto o parzialmente sul web, a favore del distanziamento sociale e della tutela della salute di tutti. Quello della digitalizzazione è un passo che è stato sicuramente forzato ed accelerato nell’ultimo anno, ma è anche una trasformazione necessaria e che prima o poi avremmo dovuto affrontare in ogni caso: l’evoluzione delle nuove tecnologie e del mondo digital è infatti in costante e sempre maggiore crescita ed è imperativo restare al passo con essa.

Questo fenomeno, che si è reso particolarmente evidente con la pandemia, coinvolge anche il mondo del business e del commercio. Sostanziale è stato l’aumento degli acquisti online, che ha dato un’impennata al mondo dell’e-commerce portando anche alla trasformazione del processo d’acquisto. Dall’altro lato, però, molti altri settori che operano soprattutto offline sono stati duramente colpiti dall’emergenza sanitaria e tra questi troviamo sicuramente il mondo degli eventi e, nello specifico, delle fiere – occasioni fondamentali per il commercio stesso, in quanto permettono alle aziende di esporre i propri prodotti e di favorire il networking.

Si è reso dunque necessario trovare una soluzione per risolvere la problematica delle fiere e manifestazioni simili posticipate o addirittura annullate, che sono state ben 93 nel 2020 per un giro d’affari totale di 60 miliardi di euro. Naturalmente, in un’era sempre più digitale, questa soluzione è rappresentata dal mondo online.

Il fenomeno delle fiere virtuali si è già manifestato negli ultimi anni e i siti stessi delle fiere possono rappresentare un ottimo punto di partenza. Quello che cambierà ora e in futuro, però, è la necessità di portare al pubblico un’alternativa completa e valida (e quindi monetizzabile) dell’esperienza offline, avvalendosi anche di tecnologie all’avanguardia come la realtà aumentata o virtuale.

Le opportunità che questo tipo di eventi digitali possono portare sia agli organizzatori che agli espositori sono molteplici: le piattaforme digitali capaci di ospitare fiere virtuali lasciano infatti molto spazio per progetti e soluzioni creative, che includono la possibilità di creare e condividere un alto numero e varietà di contenuti per arricchire l’esperienza dell’utente. Inoltre, organizzare un evento online permette di raggiungere quel bacino d’utenza che magari non era disponibile a raggiungere l’evento nel luogo fisico, ampliando così le possibilità di conversioni. Infine, le fiere virtuali permettono di dare continuità alle varie edizioni e di prolungare la durata dell’evento.

Esempi di fiere digitali si possono già trovare, ad esempio, in Cina: nel 2020, a Shanghai è stata infatti realizzata la prima Fashion Week digitale, che è stata ospitata sulla piattaforma e-commerce di Alibaba. Tra live streaming ed eventi online, 11 milioni di spettatori si sono connessi all’evento, che ha incluso anche il format “see now, buy now” per permettere di acquistare al momento i capi presentati dalle nuove collezioni. Il risultato? Quasi 3 milioni di dollari in vendite.

Il mondo digital si caratterizza dunque come il futuro del settore fieristico, ma non solo: potrebbe infatti rappresentare la svolta per tutti gli eventi legati al business, come meeting e convention aziendali. Infatti, le tecnologie disponibili sono sempre più all’avanguardia e permettono agli utenti di partecipare ad un’esperienza che, seppur non sostituendo le emozioni della presenza offline, è capace di risultare comunque coinvolgente ed intrattenente. Naturalmente, ci sono varie soluzioni adatte ad ogni situazione e budget: noi di LGC Web Agency abbiamo messo in cantiere “Sposi Oggi digital edition”,  un evento online dedicato al mondo del wedding in programma il 27-28 febbraio 2021.