LeBron James: come si racconta (e si vende) una decisione

Pubblicato il: 21 Settembre 2026Categorie: Fun Facts0 Commenti on LeBron James: come si racconta (e si vende) una decisioneTempo di lettura: 5,7 min

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Il 24 luglio 2026 LeBron James ha annunciato dove giocherà le ultime due stagioni di NBA.

La scelta, per l’ormai ex giocatore dei Lakers, è ricaduta sui Philadelphia 76ers, conosciuti anche come Sixers.

Ciò che ha colpito il pubblico è la decisione per niente scontata del cestista, che non sembra essere segnata da influenze “emotive” o economiche ma che invece appare come un tentativo di conquistare il quinto titolo NBA.

Nonostante il ritorno nelle sue ex squadre sarebbe stato sicuramente più redditizio, LeBron ha deciso di optare per Philadelphia, dove lo stipendio è il più basso mai ricevuto da James in tutta la sua carriera, inferiore persino al suo contratto da rookie nella stagione 2003-2004.

 

L’Effetto LeBron

A dimostrare la sua importanza non solo in campo ma anche a giustificare il soprannome King James che gli viene comunemente attribuito è l’enorme impatto che il nuovo giocatore dei Philadelphia 76ers ha generato con il suo arrivo.

A livello mediatico, la presenza del nuovo giocatore ha portato la squadra a un aumento notevole nella copertura delle partite trasmesse. Infatti, nonostante la chiusura della stagione come settimi classificati della Eastern Conference, i Philadelphia 76ers passeranno da 14 partite trasmesse in TV nazionale negli Stati Uniti a 34: il numero di partite massimo consentito.

 

E non è tutto!

Dopo l’inaspettata decisione di LeBron James di lasciare i Los Angeles Lakers, il commissario NBA Adam Silver ha ammesso che non avrebbe finalizzato il calendario fino a quando non avesse scoperto la nuova squadra dell’ex giocatore dei Lakers.

Infatti, non solo la squadra aumenterà la visibilità in TV, ma riceverà anche la possibilità di giocare nelle date più importanti (la settimana di apertura e il Natale).

L’Effetto LeBron, inoltre, colpisce anche il prezzo dei biglietti.

Il prezzo medio per vedere una partita di stagione regolare a Philadelphia, l’anno scorso, era di 68 dollari, contro il prezzo più basso per le partite di quest’anno di ben 271 dollari.

Il vantaggio dell’avere LeBron James in casa propria non premierà solo la squadra di Philadelphia, ma anche l’intero territorio regionale che, secondo le stime di Boyd Company, genererà un indotto economico tra i 250 e i 430 milioni di dollari.

 

La narrazione attraverso Game Over

La scelta della squadra di LeBron non è arrivata con un semplice comunicato stampa. Nelle settimane precedenti all’annuncio definitivo, la decisione è stata raccontata passo dopo passo attraverso Game Over, il podcast condotto da Max Kellerman insieme a Rich Paul, agente storico di LBJ. E’ proprio durante il podcast che l’agente ha mostrato una lavagna su cui erano segnate le destinazioni possibili del Re, tra cui Philadelphia, Miami, Minnesota, Denver, Cleveland…

Nello stesso podcast, ha attirato particolare attenzione il pitch pubblico di Bob Myers, dirigente dei 76ers, che ha provato a convincere LeBron in diretta.

La gestione precisa della narrazione, quindi, non è di certo semplice improvvisazione.

 

The last decision

L’ “ultima decisione” di King James viene infine comunicata attraverso un post sul suo profilo di X, dove il nuovo giocatore dei Philadelphia 76ers non si limita ad annunciare la scelta definitiva, ma si mette a nudo davanti ai propri tifosi, condividendo i propri dubbi e le incertezze che lo hanno accompagnato prima di rispondere alla domanda: “amo ancora il basket?”.

La risposta, scrive, è affermativa, ha ancora voglia di mettersi in gioco e ha deciso di inseguire un nuovo titolo proprio con la squadra di Philadelphia, chiudendo di fatto un lungo capitolo ai Los Angeles Lakers. Nel messaggio LeBron saluta LA e Miami e riserva alla Northeast Ohio la definizione di “casa per sempre”.

Interessante, all’interno del post, è la decisione di LeBron di utilizzare la frase “This is my last decision”, che non sembra casuale e risulta richiamare “The Decision”, lo speciale televisivo con cui nel 2010 annunciò il passaggio ai Miami Heat, diventato uno dei momenti più commentati nella storia dello sport americano.

Attraverso Game Over, quindi, la narrazione della scelta di LeBron è stata scandita, organizzata e distribuita da chi vi ha accesso diretto, e non è stata “subita”.

Il percorso della scelta passo dopo passo perciò, funziona con lo stesso meccanismo che caratterizza anche i numeri visti finora, in cui il pubblico non paga solo per vedere King James in campo ma anche per entrare in una narrazione che lo stesso James ha imparato a vendere da editore di se stesso.

 

La reazione del web

L’ufficialità dell’arrivo di LeBron ha immediatamente attivato i social.

L’account dei 76ers ha raccolto decine di video di tifosi di ogni età che vengono ripresi mentre esultano per le strade o mentre si filmano da soli reagendo e informando del grande annuncio.

A rendere virale il momento ha contribuito anche un episodio particolarmente curioso: un account X che nel 2018 aveva disattivato il profilo, nato per chiedere ironicamente se “Is LeBron a 76ers yet?”, è tornato improvvisamente dopo l’annuncio, pubblicando una GIF che, in poche ore, è diventata uno dei post sportivi più condivisi dell’anno, raggiungendo circa 64 milioni di visualizzazioni.

Non solo i fan, ma anche gli stessi compagni di squadra hanno deciso di alimentare l’entusiasmo già presente: lo dimostrano la reazione di Tyrese Maxey, pubblicata sui social e la scelta di VJ Edgecombe di utilizzare il famoso meme “smiling through it all” creato dallo stesso LeBron.

La narrazione della scelta di LeBron dimostra che il valore di un brand non dipende solo da ciò che fa, ma anche da come lo racconta.

 

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