Guida agli hashtag: cosa sono e come utilizzarli sui social media

Pubblicato il: 20 Gennaio 2022Categorie: News0 CommentiTempo di lettura: 8,4 min

Chi naviga online e, soprattutto, è presente sui social media, sa bene che gli hashtag (#) sono ormai utilizzati tutti i giorni da qualunque tipo di utente: Influencer, Content Creator, e-commerce, aziende e utenti che utilizzano i social a scopo personale. 

Ogni piattaforma richiede però di utilizzare questa tipologia di tag metadato in maniera diversa, affinché la sua funzione di aggregatore di argomenti risulti efficace e raggiunga il suo massimo potenziale. 

Vediamo quindi come ottimizzare l’uso degli hashtag, partendo dalle basi. In questo articolo parleremo di:

  1. Cosa sono gli hashtag
  2. A cosa servono
  3. Come utilizzarli al meglio sulle diverse piattaforme social
  4. Quali sono le loro potenzialità

Cosa sono gli hashtag?

Gli hashtag vengono introdotti nel 2007 da Chris Messina per creare argomenti chiave e organizzare la conversazione online su Twitter, per poi diffondersi negli anni anche sugli altri social media più utilizzati: Facebook, Instagram, LinkedIn e più recentemente TikTok.

Ad oggi sono presenti quasi in ogni luogo digitale, diventando così parte integrante della vita della comunicazione online e trasformandosi in un neologismo molto utilizzato anche offline.

Nello specifico, il termine hashtag è la composizione di due parole:

  • Hash: significa cancelletto, ovvero il simbolo #.
  • Tag: tradotto in italiano significa “etichetta”, e rappresenta l’idea di parola chiave.

Sostanzialmente, quindi, gli hashtag non sono altro che una parola preceduta dal cancelletto e prendono vita dall’esigenza di creare etichette specifiche in grado di esprimere un’idea, un modo di dire, un argomento.

A cosa servono?

La principale funzione degli hashtag è quella di migliorare la ricerca sulle diverse piattaforme. Si tratta infatti di filtri grazie ai quali creare, trovare e seguire temi e argomenti di nostro interesse. 

Grazie agli hashtag si va infatti a dar vita ad un argomento che gli utenti potranno trovare con più facilità. Più specifico sarà l’hashtag, più facile sarà trovare contenuti rilevanti: ad esempio, utilizzare #traveleurope nella ricerca di post riguardanti i viaggi in Europa porterà risultati più coerenti rispetto ad un generico #travel. Lo stesso ragionamento vale anche per chi vuole raggiungere un target specifico con i propri post.

Gli hashtag sono molto utili anche per rafforzare la propria identità online: per esempio, se sto creando una serie di post per la mia azienda LGC Web Agency, sarà utile raccogliere tutti i contenuti con un tag come #LGCWebAgency, così da facilitare la ricerca degli utenti interessati.

In sostanza, quindi, questo strumento è molto utile per mettere un po’ d’ordine nel mondo digitale, che, per l’altissimo numero di utenti e informazioni, è davvero saturo e variegato.

Come utilizzare gli hashtag sulle diverse piattaforme?

Gli hashtag sono uno strumento incredibilmente utile per poter raggiungere il proprio target di clienti, ma l’utilizzo per ogni piattaforma cambia in base alle regole di ognuna.

  • Twitter: come già accennato precedentemente, l’hashtag è l’elemento distintivo di questo social media, tramite il quale è possibile personalizzare la comunicazione. Per ottenere un buon esito su questa piattaforma è importante non utilizzare hashtag che non riguardano il contenuto del post da pubblicare, altrimenti quest’ultimo verrà riconosciuto come spam. Basterà utilizzarne 5 al massimo, ma l’ideale sarebbe scriverne al massimo 2-3.
  • Instagram: dopo Twitter, Instagram è stata l’unica piattaforma a valorizzare questo strumento e a differenza del primo social network, risulta più generosa nel suo utilizzo. È infatti possibile utilizzare fino ad un massimo di 30 #; nel caso in cui si dovesse superare il limite massimo consentito ne verrà annullata la visibilità. In questo caso si consiglia di utilizzare un numero quanto più ridotto di etichette, che si avvicinino il più possibile al tema del contenuto. Per tutte le aziende che si occupano di business, Instagram mette a disposizione una serie di strumenti per ottimizzarne l’utilizzo , tra cui una modalità molto utile che da la possibilità di seguire gli hashtag relativi ai propri interessi. 
  • TikTok: come per Instagram, anche qui è possibile scoprire gli hashtag più rilevanti e sempre con un limite massimo di 30. Il consiglio rimane sempre quello di limitarne il numero rimanendo fedeli al contenuto del post. Tuttavia, molti utenti utilizzano # poco rilevanti ma collegati a trend in particolare crescita per aumentare la possibilità di comparire sulla pagina dei Per Te (o For You Page).
  • LinkedIn: da qualche anno a questa parte anche LinkedIn ha integrato gli hashtag per arricchire i contenuti. Tuttavia, la piattaforma in questo risulta molto rigida: consigliamo infatti di utilizzare da 3 a 5 tag, strettamente collegati al contenuto, per esprimere più chiaramente il concetto del post.
  • Facebook: in questo social media, l’utilizzo dei tag è molto ridotto a causa della disabitudine degli utenti e del motore di ricerca interno, il quale non li valorizza particolarmente. In questo caso, è consigliabile inserirne uno o due strettamente legati al contenuto o all’immagine dell’azienda o del brand. 
  • Pinterest: anche qui è possibile utilizzare delle etichette, che risultano utili per la descrizione di un Pin. Come sulle altre piattaforme, è sempre meglio non esagerare poiché un uso eccessivo delle parole con cancelletto verrebbe segnalato come spam e quindi porterebbe a meno visibilità. 
  • Youtube: su questa piattaforma, i tag risultano utili per descrivere al meglio il contenuto e si possono utilizzare anche nei titoli. È meglio non superare il numero massimo di 15 parole con cancelletto, altrimenti verranno ignorati. Sarà anche necessario prestare attenzione alla coerenza con il tema del video perché, nel caso in cui non fosse presente, il contenuto non verrà solo penalizzato, ma anche rimosso.

Non ha importanza su quale piattaforma si decida di comunicare, le linee guida da seguire, generalmente, sono simili per tutti i canali. Molto spesso nei social si vedono utenti utilizzare gli hashtag più in voga e più famosi con lo scopo di ottenere risultati migliori in termini di visualizzazioni: in questo modo, però, si rischia di venire penalizzati e di contaminare il feed di altre etichette che non hanno nulla a che vedere con il contenuto del loro post.

Riepilogando, l’importante per poterne fare un buon utilizzo, e di conseguenza per ottenere dei migliori risultati, la parola d’ordine è coerenza. Più le parole saranno circoscritte ad un argomento limitato e più saranno in linea con il contenuto del nostro post, migliori saranno i risultati.

Quali sono le loro potenzialità?

Fino a questo momento siamo riusciti a capire l’importanza strategica di questo strumento. Capiamo ora come strutturarlo, evitando di commettere piccoli errori che ne potrebbero compromettere l’efficacia. 

Partendo dalle basi, la parola che viene scritta dopo il cancelletto non deve contenere punteggiatura; per dividere più parole contenute nella stessa etichetta (a meno che non si voglia scriverle senza spaziature, ma utilizzando, ad esempio, la lettera iniziale di ogni parola in maiuscolo) è possibile utilizzare gli underscore (_). 

Altre piccole accortezze da avere saranno la predilezione di sostantivi e una ricerca preventiva per definire gli hashtag più utilizzati per il proprio settore o più evocativi per il proprio brand.

È infatti importante restare aggiornati sui  trend del momento.

Per creare un hashtag personale, invece, i punti da seguire per ottenere degli ottimi risultati sono:

  • L’unicità: un hashtag diventa “tuo” solo se ben studiato. Inoltre, è sempre bene verificare che non sia già utilizzato per evitare che la propria campagna venga disturbata dal “rumore” di contenuti off topic.
  • La semplicità: deve essere facile da ricordare e comprensibile per gli utenti.
  • La crossmedialità: non essendo la parte finale del progetto ma una base di partenza, è importante valorizzarlo rendendolo il protagonista. Questo spingerà gli utenti a “farlo proprio”.
  • Il feeling: deve avere la forza comunicativa per conquistare i suoi potenziali utilizzatori.
  • Parlare sempre al proprio target: è fondamentale che il tag trasmetta un messaggio rilevante alla propria audience.

 

Associare i giusti hashtag ad un post è molto più che postare. Grazie a quest’azione si può diventare parte di una community che condivide gusti, passioni ed interessi.

Per qualche utente, i tag potrebbero sembrare irrilevanti, ma in molti casi questi sono il risultato di un processo strategico che necessita di analisi e conoscenza del settore per coinvolgere gli utenti in modo trasversale, andando oltre i canali e le tipologie di contenuto.

Il tuo brand quali social utilizza? Quando pubblichi i post per la tua azienda, aggiungi gli hashtag sotto ai tuoi post? Non sai ancora come sfruttarli al meglio per la tua attività? Contattaci  e ti aiuteremo ad inserire le giuste parole chiave, ottimizzando i risultati e aiutandoti a raggiungere i tuoi obiettivi!

 

Gloria Carrer

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