Realtà o simulazione? Perché oggi fidarsi di un’immagine è un rischio

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Come l’intelligenza artificiale sta cambiando i social media

Un tempo bastava una foto per dire “è successo davvero”.
Oggi non più.

Con l’intelligenza artificiale è possibile creare immagini estremamente realistiche partendo da pochissimo. Anche solo da un volto. Scene credibili, persone riconoscibili, situazioni che sembrano normali e che invece non sono mai esistite.

Il problema è che queste immagini non sembrano finte. Sembrano normali immagini presenti online.

 

Perché non ci si può più fidare delle immagini online

Per anni le immagini sono state considerate una conferma. Una foto rafforzava una notizia e la rendeva più reale. Oggi però questo legame tra immagine e realtà si è incrinato.

Molti contenuti generati dall’AI non sono distinguibili da quelli reali. L’occhio non basta più, e l’intuizione nemmeno.
Il rischio non è solo credere a qualcosa di falso ma è anche perdere fiducia in ciò che è vero.

 

Come cambiano i social media per chi li usa ogni giorno

Sui social questa trasformazione è ormai evidente. Sempre più contenuti sono creati o alterati dall’intelligenza artificiale, spesso senza alcuna indicazione.

Scrolliamo immagini perfette, eventi spettacolari, situazioni credibili. Ma qualcosa è cambiato. Guardiamo con più sospetto. Ci chiediamo se quello che vediamo sia reale o solo ben costruito.

È la fine dei social? Forse no, ma è sicuramente la fine dell’ingenuità con cui li abbiamo usati finora.

 

Limiti e rischi delle immagini manipolate su social e piattaforme

Alcune piattaforme provano a reagire, ma spesso lo fanno in modo limitato. Su Meta si può aggiungere un’etichetta AI, ma resta facoltativa.
Su Grok, la potentissima intelligenza artificiale di Elon Musk, basta caricare la foto di una persona per vederla in bikini o in situazioni mai avvenute.
Qualche limite c’è su X, ma altrove queste immagini continuano a circolare, mostrandoci quanto la tecnologia possa aprire nuove possibilità, ma anche creare nuove insidie.

Resta così aperta la sfida di trovare un equilibrio tra regole legali ed etiche che proteggano le persone senza limitare l’innovazione.

 

 

Cosa significa tutto questo per il nostro modo di guardare i social

Il punto non è fermare l’intelligenza artificiale ma imparare a convivere con un mondo in cui vedere non significa più sapere.

Capire cosa sta succedendo è fondamentale. È un modo per non lasciarsi ingannare o manipolare e avere più consapevolezza.

Se questi cambiamenti ti incuriosiscono e vuoi continuare a osservare il digitale con uno sguardo più consapevole, la newsletter LGC è pensata anche per questo.
Pochi contenuti, scelti con cura, per chi preferisce capire invece di scrollare.

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