La comunicazione delle compagnie aeree in tempi di incertezza
Indice dei contenuti
È arrivato uno dei momenti più attesi dell’anno: la prenotazione delle vacanze. Questa volta però all’ansia dell’organizzazione si aggiunge la preoccupazione per le restrizioni sui voli dovute al razionamento del carburante. La crisi dello stretto di Hormuz non è solo una notizia lontana, ma un problema concreto davanti ai tabelloni delle partenze. E le compagnie aeree? Ognuna ha scelto la propria strategia comunicativa.
La situazione tra rincari e preoccupazioni
I rincari dei biglietti aerei in Europa, a causa del conflitto in Medio Oriente, sono già stati del 10-15%. Secondo Ryanair nel breve periodo non ci saranno delle carenze di carburante, ma la situazione è sempre in evoluzione con una fornitura garantita solo fino a metà/fine maggio. Federconsumatori rassicura, sottolineando come molte compagnie aeree acquistino il carburante con largo anticipo per proteggersi da questo tipo di rischi ed evitare il più possibile la fluttuazione dei prezzi. Se la situazione dovesse protrarsi più a lungo, però, ci potrebbero essere conseguenze in termini di cancellazione dei voli e aumento del prezzo dei biglietti.
Paradossalmente, la preoccupazione per i rincari ha generato un calo nella domanda di voli brevi, mentre le mete esotiche (Maldive, Seychelles, Thailandia) rimangono molto richieste con prezzi addirittura inferiori ai voli nazionali.
Come comunicano le compagnie aeree
La maggior parte delle compagnie ha scelto il silenzio, evitando qualsiasi riferimento alla crisi per non alimentare il panico. Sono pochissime le compagnie che rompono il ghiaccio con comunicazioni istituzionali sul social network X (ex Twitter), tra cui British Airways ed Emirates, che comunicano la riduzione del programma dei voli nelle zone di conflitto, spiegando a chi vuole acquistare un nuovo biglietto o a chi lo ha già acquistato come muoversi.
Ryanair al contrario, mentre gli altri evitano di parlarne, annuncia nuove rotte dagli aeroporti veneti. Mostra così come in un momento di crisi si possa guardare al lato positivo.
Volotea sceglie la via di mezzo: avvisa di possibili modifiche al programma di volo, ma lo fa sottovoce, con un commento sotto un proprio post su Instagram, contemporaneamente però propone 200.000 biglietti a partire 9€ per attrarre i consumatori incerti.
Skyscanner, invece, porta guide pratiche su cosa fare in caso di cancellazioni, che al momento riguardano principalmente i voli e gli scali diretti ad aeroporti come Dubai, Doha e Abu Dhabi. Trasforma quindi un momento di ansia in utilità.
Comunicare in un momento di incertezza è difficile, ma scegliere il silenzio in un’era di trasparenza digitale diventa rischioso. Bastano anche poche righe per chiarire e rassicurare il consumatore, posizionandosi positivamente nella sua mente.
Ti è mai successo di vivere un momento di crisi durante le vacanze?

